Antec 902

 

Abbiamo ricevuto dalla celebre casa produttrice di case, alimentatori e periferiche per home theatre il nuovo modello del famoso Nine Hundred, il quale aveva già riscosso un notevole successo tra il pubblico di gamers e appassionati. Simile per caratteristiche al fratello superiore Twelve Hundred, il Nine Hundred Two sembra possedere tutte le carte in regola per diventare il leader tra i case di livello medio destinato ai gamers.

 

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All’interno della confezione troviamo il case, le viti di montaggio, il manuale di montaggio, alcuni tool per il supporto di periferiche 3,5” (FDD o Lettore schede). Complessivamente il boundle è composto da tutti gli elementi necessari al corretto montaggio di un pc, delude tuttavia la mancanza di fascette e reccogli-cavi, i quali si rivelerebbero estremamente utili durante la fase di assemblaggio, per mantenere l’ordine nel case ed evitare la “formazione” di giungle di cavi ed inutili grovigli.

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Da un primo veloce sguardo sul Nine Hundred è facile notare la somiglianza con il “fratello maggiore” Twelve Hundred, anzi ha senso affermare che il Nine Hundred Two vuole essere una riproduzione in miniatura del Twelve Hundred, mantenendo i relativi pregi e difetti. L’unico punto di discordanza risiede, ovviamente, nelle diverse dimensioni dei due case: il Nine Hundred Two si colloca nell’ambito dei mid-tower, largo 43,9 cm spesso 21,8 cm e alto 47,5 cm, con un peso netto di circa 11,5 Kg.

Complessivamente il Nine Hundred Two mostra tutta la sua aggressività grazie alla presenza di alcuni elementi posti in particolare rilievo, che colpiscono subito l’attenzione del pubblico: parliamo della ventola da 200x30 mm alloggiata nella parte superiore del case e del pannello laterale trasparente. Parleremo più approfonditamente del ruolo della ventola nel seguito di questo articolo; per quanto riguarda il pannello laterale “finestrato” non possiamo che elogiarne la presenza, poichè la sua trasparenza permette di scorgere l’hardware installato all’interno del case ed eventuali neon e lucette. Sicuramente non si tratta di un elemento trascurabile per chi partecipa alle lan-party, i quali – solitamente – tengono molto all’aspetto esteriore del proprio PC. Inoltre è bene aver presente che la ventola da 200 mm è illuminata da 4 led blue, che emettono raggi anche verso il basso, lasciando intravedere alcuni elementi hardware del nostro computer (soprattutto CPU cooler e Ram).

 

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Altro elemento di grande importanza è il pannello anteriore, posto sulla parte immediatamente superiore ai bay da 5,25”. Sul pannello troviamo rispettivamente da sinistra verso destra: il pulsante Reset, le due porte USB, la porta E-Sata, l’entrata e l’uscita audio, il pulsante di Power On. Nella recensione del Twelve Hundred avevamo criticato la mancanza di un led di Power On, che manca tutt’ora. Inoltre sul Nine Hundred Two è stato rimosso anche il led degli Hard Disk (a dire il vero rimangono oscure le ragioni per le quali Antec abbia voluto ometterli). Antec non ha voluto rovinare l’eleganza e l’aggressività del proprio case incrementando maggiormente il numero di porte USB ed E-Sata sul pannello frontale, le quali avrebbero sicuramente cambiato l’aspetto esteriore del case (si tenga presente che anche i pulsantini tendono ad omologarsi col resto del case, rimandendo discretamente neri e piccoli).


Per ciò che riguarda i materiali utilizzati nella composizione del Twelve Hundred Two, sappiamo che Antec ha utilizzato delle lastre di alluminio spesse di qualche millimetro al fine di assecondare la dissipazione del calore sprigionato dai vari componenti hardware montati nel case, ed in particolar modo quello della scheda madre (in quanto poggia quasi direttamente sulla parte posteriore del case).

La facciata anteriore del nine hundred Two è caratterizzata dalla presenza di due ventole da 120mm illuminate dai rispettivi led blue, le quali si possono scorgere grazie ai “copri-bay” a forma di griglia, che lasciano passare l’aria ed intravedere la luce sprigionata dalle fan all’interno del case.

I primi tre bay esterni nella parte superiore della facciata frontale, possono essere facilmente smontati per lasciare posto alla periferiche da 5,2”, contrariamente agli altri 6 slot che sono più scomodi da smontare (come vedremo più dettagliatamente nel seguito dell’articolo, l’alloggiamento di periferiche in questi spazi richiede più tempo).

Ultimo elemento degno di nota è la mancanza di un bay esterno da 3,5” preinstallato: Antec fornisce opzionalmente un adattatore che può essere utilizzato solo se strettamente necessario (si consideri che ormai il floppy disk viene quali del tutto omesso nei pc di fascia alta).

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Infine passiamo alla facciata posteriore. Questa riprende il disegno del Twelve Hundred, con alcune modifiche dovute alla più ristrette dimensioni. La maschera I/O è posta sull’estremità alta, affiancata dalla griglia della ventola da 120 mm. Sopra questa ventola troviamo il già noto controller per le fan del case, corrispondente per filo e per segno a quello in uso sul Twelve Hundred. Scorrendo verso il basso troviamo gli 8 slot di espansione (forati) affiancati ai due buchi adibiti al passaggio di tubi per un eventuale impianto a liquido. Infine troviamo lo spazio vuoto riservato all’alimentatore.


 

Rimuovendo il pannello laterale sinistro (quello finestrato), possiamo finalmente osservare la parte interiore del Nine Hundred Two.

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In primo luogo è facile accorgersi che il case supporta gli standard Mini ITX, Micro ATX e Stardard ATX (rimane escluso il supporto per l’Extended ATX). Come era accaduto anche nel Twelve Hundred, nel Nine Hundred Two si ripete la problematica dovuta alla difficile e ostacolata gestione della parte sinistra della mainboard ATX: si rivela assai difficoltoso connettere i cavi sulla zona sinistra della scheda madre a causa della presenza degli hard disk.

 

Per quanto riguarda l’espandibilità notiamo la disponibilità complessiva di ben 9 guide di fissaggio per unità da 5,25” esterne; 6 di queste possono essere utilizzate a tre a tre per il montaggio di periferiche a 3,5”. Questa configurazione permette di personalizzare al meglio l’espandibilità del Nine Hundred Two secondo le proprie esigenze. In sostanza possono essere adottate tre diverse configurazioni:

-          3 periferiche da 5,2” e 6 da 3,5”

-          6 bay da 5,2 “ e 3 da 5,5”

-          9 bay da 5,2” e nessun bay da 4,5 “

Ipotizziamo comunque che la configurazione più usata sarà la prima, che prevede l’impiego fino a 3 bay da 5,2” e altri 6 per le periferiche interne da 3,5”.

 

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Il montaggio delle periferiche all’interno del Nine Hundred Two non differisce da quello del Twelve Hundred, conservandone pregi e difetti. Contrariamente alle nostre aspettative infatti, il Nine Hundred Two utilizza ancora un sistema di fissaggio delle periferiche basato sulle viti: montare un hard disk o un masterizzatore richiede l’ausilio di un cacciavite e più tempo rispetto ad un sistema di agganci in plastica. A nostro avviso questo è uno dei pochi punti deboli del case, probabilmente dovuto al risparmio per mantenere i costi di produzione bassi e permettere un prezzo finale più accessibile.

 

Spostandoci sulla parte interna del backside (dove va alloggiata la mascherina I/O) del Nine Hundred Two, notiamo la presenza della ventola da 120 mm che estrae aria calda dal case, posta sopra gli 8 slot di espansione per le schede Pci e Pci-ex.

 

L’alimentatore prende alloggio nella parte bassa del case: questa posizione è ormai divenuta assai ricorrente in tutti i cabinet di alto livello destinati per overclockers e modders. Uno dei vantaggi che arreca l’alloggiamento della PSU nella zona bassa del case è lo spazio libero che si crea nella parte superiore, nel quale troviamo una ventola da 200mm. In questo caso infatti la PSU permette di non imgombrare una delle zone pià importanti dal punto di vista del cooling, che corrisponde a quella direttamente superiore al dissipatore della CPU, assecondando un flusso spontaneo (coadiuvato anche dalla possente fan) d’aria calda verso l’alto.

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Un’altra zona che spesso non viene presa in considerazione è quella che intercorre tra la lamina sulla quale viene montata la scheda madre e il pannello retrostante (quello non finestrato). Anche se lo spazio in questione è assai ridotto, nel Nine Hundred Two esso è ben sfruttato per una ordinata gestione dei cavi: troviamo infatti alcune “manigliette” alle quali è possibile fissare le fascette per raccogliere i cavi. Il passaggio dei cavi dall’alloggiamento dell’alimentatore a questa zona “nascosta” è permesso da quattro fori di diversa ampiezza, posti a due a due, ora in verticale ora in orizzontale.


Tra gli elementi che ci fecero apprezzare il Twelve Hundred c’era una perfetta gestione del calore ed un ottimo sistema di raffreddamento. Nel Nine Hundred Two ritroviamo gli stessi elementi, che rendono i due case praticamente identici dal punto di vista del cooling.

 

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Il primo monumentale elemento del sistema di raffreddamento del case consiste nella ventola da ben 20 cm posta nella parte superiore del Nine Hundred Two. Il contributo che fornisce questa ventola all’allontanamento del calore, è a dir poco enorme. Bisogna infatti considerare che il volume dell’aria spostata da questa fan è assai massiccio, ed è caratterizzata principalmente dall’afflusso di calore proveniente dal dissipatore della cpu, da quello del chipset e dalle heatskin delle ram: si tratta perciò dell’aria più calda di tutto il case.

Insieme alla ventola da 200 mm, è inoltre presente un’ulteriore fan da 120 mm posta perpendicolarmente alla precedente. Anche questa ventola svolge l’importante funzione di scarico dell’aria fuori dal case.

 

Una funzione opposta hanno invece le due ventole alloggiate nelle facciata anteriore: nascoste dai copri-bay a forma di griglia e protette da filtri antipolvere, queste fan hanno il compito di aspirare aria dall’esterno per immetterla nel case e permettere un flusso dalla parte anteriore a quella posteriore.Opzionalmente è iniltre possibile montare una ventola da 120 mm all'interno del case, che implementi l'aspirazione dell'aria dal pannello frontale (guardare la figura di seguito).

 

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Infine è possibile installare un’ulteriore ventola da 120 mm sul pannelo laterale finestrato: la posizione di tale fan è di importanza fondamentale poichè risulta essere puntata direttamente sulla scheda video. Ciò permette di creare un flusso c’aria ancora maggiore all’interno del case, coinvolgendo direttamente anche l’aria riscaldata dal dissipatore della/e scheda/e video.

 

Bisogna sottolineare che Antec non ha voluto risparmiare sul sistema di cooling per il Nine Hundred Two, ma ha anzi voluto mantenere l’alta qualità del sistema di reffreddamento utilizzato sul Twelve Hundred. Infatti notiamo che oltre alle classiche ventole, il Nine Hundred Two è dotato anche del controller per le relative fan, al quale manca però uno switch che è invece presente nel Twelve Hundred. Anche le due ventole frontali sono controllabili da appositi potenziometri anchìessi identici a quelli del fratello maggiore.


Dopo lo strepitoso successo del Twelve Hundred, Antec ha ben capito che lo stesso progetto attuato ad un case di dimensioni più ridotte, avrebbe invogliato una più ampia fetta di pubblico all’acquisto di un tale case. Infatti il Nine Hundred Two nasce soprattutto per soddisfare quegli appassionati che non dispongono di uno spazio sufficiente per un full-tower, ma che non vogliono rinunciare all’alta qualità e alle prestazioni nel cooling. Per questa ragione Antec ha optato per un modello a metà strada tra il Twelve Hundred ed il Nine Hundred: il Nine Hundred Two conserva il design e le caratteristiche del Twelve Hundred, rispettando le dimensioni del Nine Hundred (mid-tower) ed un prezzo a metà strata tra i due. A nostro avviso sarebbe stato più opportuno chiamare il csae “Twelve Hundred Two”, ma ipotizziamo che Antec sostituirà presto il precedente modello Nine Hundred con la seconda versione, in modo da poterlo chiamare direttamente Nine Hundred.

Complessivamente non possiamo che confermare quanto detto per il Twelve Hundred: il case è costruito da ottimi materiali, permette una ordinata gestione dello spazio, è dotato di un sistema di cooling controllato e molto efficace ed è studiato nei minimo dettagli per favorire la dissipazione del calore. Gli unici aspetti negativi sono la presenza di viti per il montaggio delle periferiche (che ne risulta impegnativo) e il disagio dovuto alla vicinanza degli slot degli hard disk alla parte sinistra della scheda madre (che rende più difficile il collegamento deo cavi).

 

Complessivamente riteniamo che Antec abbia svolto un lavoro egregio, degno di divenire il leader dei mid-tower di fascia alta. Anche il prezzo non è male; aggirandosi intorno ai 120,00 € il Nine Hundred Two risulta accessibile ad un buon numero di appassionati che sono disposti ad investire qualche euro in più per ottenre un ottimo case.

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