Noctua NH-L9x65: piccolo e potente

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In questo articolo andiamo a recensire il nuovo dissipatore prodotto dall’azienda austriaca Noctua, in costante ascesa per notorietà e successo dei propri prodotti. Come vedremo, il NH-L9x65 è un dissipatore particolare, destinato ad un mercato in evidente crescita: quello delle postazioni da gioco compatte. In molti hanno testato questo dissipatore su macchine da gioco, ma come si comporterà in ambienti più rigidi e difficili, dove l'affidabilità, i consumi e le prestazioni sono assai più cruciali? In questo articolo vedremo il piccolo di Noctua alla prese con l'ambiente server-enterprise. Curiosi, eh?

 


Il nuovo arrivato della casa Noctua è contenuto in una scatola compatta, al tatto molto solida, che misura complessivamente 13,7 x 13,7 x 18 cm. 

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Le principali caratteristiche tecniche ed i più rilevanti punti di forza di questo dissipatore sono riportati sulla confezione, dove si evince che al suo interno vi è un piccolo dissipatore, alto appena 6,5 cm, che promette di essere compatibile con tutti i sistemi mini ITX. 

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Non è di certo la prima volta che spacchettiamo un dissipatore Noctua, ma come accade ogni volta, anche in questo caso rimaniamo sorpresi dalla meticolosità con cui la casa austriaca organizza il contenuto del proprio box. In particolare all’interno della scatola principale sono impilate due sotto-scatole: una contiene gli accessori atti al montaggio del dissipatore, l’altra funge da imballaggio protettivo per il dissipatore vero e proprio e della rispettiva ventola di raffreddamento.

All’interno della scatola degli accessori vi sono vari scomparti, ognuno dei quali contiene una bustina che a sua volta ospita l’utensileria. Distinguiamo tre differenti scompartimenti: quello in alto ospita il set di montaggio per socket Intel e le guide di installazione rapida, quello in basso ospita il set di installazione per socket AMD, infine quello laterale sinistro contiene utensileria comune, come il “cacciavite ad L” e la pasta termica.

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Come è possibile apprezzare dalla foto, l’intera dotazione è formata da:

Possiamo affermare che la dotazione del Noctua NH-L9x65 è completa e ben organizzata.


 

Passiamo ora all’analisi strutturale di questo dissipatore.

Considerando la scatola che lo conteneva, le dimensioni di questo dissipatore sono davvero contenute: alto 5,1 cm (6,5 cm con ventola) e a sezione quadrata da 9,5 cm, il NH-L9x65 sembrerebbe in grado di essere ospitato in qualsiasi sistema mini ITX / Micro ATX. Per quanto riguarda il peso, al netto della ventola misuriamo circa 345g, mentre con la ventola si raggiungono i 415g.

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La struttura del dissipatore è caratterizzata da una base di rame, a sezione quadrata da 4 cm, dalla quale dipartono 4 heatpipes in rame, due per lato, interconnettendo la base al blocco dissipante soprastante.

Il blocco dissipante, a sua volta, è composto da 50 lamelle in alluminio, spaziate circa 1mm l’una dall’altra. Per rendere possibile una semplice installazione del dissipatore sulle schede madri, Noctua ha scelto di ridimensionare 7 delle 50 lamelle, dando origine così a due corridoi verticali su due lati opposti del dissipatore, nei quali alloggiano le viti di fissaggio al backplate della mainboard, grazie al sistema SecuFirm2.

Guardando da vicino la sezione verticale del dissipatore possiamo apprezzare la morfologia delle lamelle dissipanti. Anche in questo caso, come di consueto per i dissipatori Noctua, le lamelle presentano una forma particolare. Tutti i quattro spigoli delle lastre sono smussati: gli angoli superiori presentano raggio di curvatura più stretto (ovvero sono più appuntiti), mentre quelli inferiori presentano un raggio di curvatura più evidente. Su ogni lamella identifichiamo 6 cavità concave, simmetricamente disposte ai lati destro e sinistro di ognuna. Infine ogni lastra dissipante è attraversata da tutte le quattro pipes, che solcano le lastre nella loro parte centrale.

Dulcis in fundo, per concludere l’analisi strutturale del dissipatore, diamo uno sguardo alla base del Noctua NH-L9x65.

Non troviamo grandi novità per quanto riguarda la base del dissipatore: lappatura opaca perfetta per una superficie di 16 cm2. Sottolineiamo che Noctua non adotta sistemi con HeatPipe Direct-Contact con le CPU, ma rimane fedele ai propri standard, che fanno uso di una base mono-blocco perfettamente levigata.


 

Riportiamo di seguito la tabella riassuntiva delle caratteristiche tecniche che riguardano questo dissipatore, in modo da averne una visione globale.

Socket Compatibili Intel LGA2011-0 & LGA2011-3, LGA1156, LGA1155, LGA1150 & AMD AM2, AM2+, AM3, AM3+, FM1, FM2, FM2+
Altezza (senza ventola) 51 mm
Larghezza (senza ventola) 95 mm
Profondità (senza ventola) 95 mm
Altezza (con ventola) 65 mm
Larghezza (con ventola) 95 mm
Profondità (con ventola) 95 mm
Peso (ventola esclusa) 340 g
Peso (ventola inclusa) 413 g
Materiale Rame (base e heat-pipes), alluminio (cooling fins)
Compatibilità ventola 92x92x14, 92x92x25
Ganrazia 6 anni

 

Seguono invece le caratteristiche tecniche riguardanti la ventola NF-A9x14 PWM, presente sul dissipatore.

Specifiche ventola  
Modello Noctua NF-A9x14 PWM
Tecnologia Bearing SSO2
Max. Velocità rotazionale (+/- 10%) 2500 RPM
Max. Velocità rotazionale con L.N.A. (+/- 10%) 1800 RPM
Min. Velocità rotazionale (PWM, +/-20%) 600 RPM
Max. Flusso d’aria 57,5 m³/h
Max. Flusso d’aria con L.N.A. 40,8 m³/h
Max. Rumore acustico 23,6 dB(A)
Max. Rumore acustico con L.N.A. 14,8 dB(A)
Potenza 2,52 W
Tensione 12 V
MTBF > 150.000 h

 

Per quanto riguarda le caratteristiche del dissipatore, abbiamo già anticipato molto nella nostra trattazione.

E’ interessante notare che il NH-L9x65 sia praticamente compatibile con ogni processore di fascia desktop attualmente in vendita: la vasta gamma di socket compatibili e le ridottissime dimensioni lo rendono adatto a qualsiasi scheda madre/processore. Tuttavia vi è un importante fattore da tenere a mente: il TDP massimo supportato. In questo caso, il TDP che Noctua garantisce è di 84W: superata questa soglia Noctua invita l’utente a fare attenzione e garantire al resto del case una buona ventilazione. Qualora si utilizzasse un adattatore L.N.A. tale soglia di sicurezza si abbassa a 64W.

Elemento nuovo è il termine di garanzia, di ben 6 anni, che dimostra quanto Noctua sia sicura dei propri prodotti. 


La scelta dei componenti da utilizzare per poter testare questo piccolo dissipatore ci permette di riflettere su quale sia il target che Noctua vorrebbe coprire con il NH-L9x65.

In primo luogo dobbiamo considerare che il dissipatore in oggetto è stato pensato per essere super compatibile, non solo con diverse cpu, ma anche con la maggior parte delle schede madri. Anzi, uno degli aspetti più pubblicizzati da Noctua è proprio la massima compatibilità con schede madri “difficili”: mini ITX, micro ATX e ATX, dove esistono particolari vincoli. Tali vincoli possono essere la vicinanza degli slot ram al socket della cpu, così come la vicinanza dello slot PCI-Express al socket della CPU. Tali restrizioni diventano ancora più marcate negli ambienti embedded, dove lo spazio è il fattore principale da tenere sotto controllo.

D’altronde chi acquista un dissipatore non stock per la propria CPU lo fa, in generale, per due motivi: massimizzare la prestazione e/o limitare la rumorosità. La prima possibilità è un’esigenza comune ai gamer ed agli appassionati, mentre la seconda riguarda l’ambiente enterprise e professionale. La forte crescita di vendite per i sistemi da gioco compatti e facilmente trasportabili rende queste soluzioni ancora più in voga: non è raro assemblare sistemi da gioco su piattaforme micro ATX o addirittura mini ITX.

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Nel nostro caso abbiamo scelto di testare questo componente su un ambiente enterprise, dove i limiti di spazio verticale sono una vera tragedia: disporre di un dissipatore classico in grado di alloggiare all’interno di un cassetto a rack è piuttosto raro. Per tale ragione, avendo a disposizione un server QSAN U221, abbiamo deciso di utilizzare tale infrastruttura per i nostri test.

Processore Intel Xeon E3-1225v3
Ram 4 x Kyngston 8 Gb DDR3 1600MHz ECC
Hard Disk WD Caviar Black 750Gb
Network 2 x 1Gb Intel
  2 x 10 Gb Broadcom
Alimentazione 2 x 550W Ridondante
Enclosure Rackmount 2U

 

Il principale software di benchmarking è stato Prime95: grazie a questo utile programma abbiamo sottoposto la CPU al carico computazionale massimo che essa può sopportare, simulando ambienti di calcolo intensivo. Successivamente abbiamo ulteriormente aumentato lo stress complessivo del sistema eseguendo algoritmi che prevedono notevoli carichi di lavoro anche per le memorie ram, le quali contribuiscono a scaldare l’aria all’interno dell’enclosure del server.

Per ogni test abbiamo confrontato i risultati ottenuti sia dal L9x65 senza L.N.A, sia con l'uso dell'adattatore low-noise, sia con i risultati ottenuti dal dissipatore stock del server. In tutti i casi abbiamo mantenuto attive le ventole di raffreddamento del rack, necessarie per raffreddare i dischi e la componentistica lontana dalla mainbard. 


Riportiamo nel grafico seguente i risultati registrati dal Noctua NH-L9x65 per il test Prime95 small ffts, eseguito dapprima con adattatore low-noise-adapter (L.N.A.) ed in seguito senza.


Nonostante Prime95 sia uno dei test più rigidi per una cpu multicore, non ci aspettavamo di vedere temperature così basse mantenute per 30 minuti di pieno stress test. Quello che ci sorprende è che la temperatura massima raggiunta dal core "più caldo" è stata di 63 °C nella configurazione con adattatore di bassa rumorosità. Nonostante la ventola posta sul dissipatore Noctua sembri piccola, essa dimostra un'eccellente potenziale: poco rumorosa ed in grado di spostare buone quantità d'aria, raffreddando il dissipatore anche in ambienti angusti e particolarmente difficili (un rack server da 19" 2U corrisponde propriamente a questa descrizione). Ovviamente le temperatura minime sono più alte rispetto alla modalità senza L.N.A., come è lecito aspettarsi. Tuttavia possiamo sommarizzare che il delta tra le due configurazioni (con e senza LNA) in merito ai picchi massimi si aggira intorno ai 3 °C, in favore della configurazione a pieno regime rotazionale della ventola, diventando circa 4-6 °C se consideriamo le temperature minime. 

Procediamo ora con l'analisi dei risutalti ottenuti nel test Blend di Prime95, il quale fa pesante utilizzo anche di memoria ram. Ciò significa che il processore è sottoposto ad ulteriore stress a causa del controller di memoria integrato: dovendo gestire ben 4 banchi di memoria ECC a 1600MHz (8 Gb ciascuno), il consumo energetico sale ulteriormente. Inoltre, essendo gli slot di memoria ram particolarmente vicini al socket CPU, la temperatura all'interno dell'enclosure tende a salire ulteriormente a causa del calore dissipato dai chip di memoria.

Il trend generale dei risultati rispecchia quello già apprezzato nel test precedente. La configurazione senza low-noise-adapter fa registrare valori massimi di picco di appena 2-3 °C superiori a quelli registrati dalla configurazione a pieno regime rotazionale delle ventole. Anche i valori medi seguono il medesimo comportamentom discostandosi appena di qualche grado centigrado dai valori migliori. Allo stesso modo anche i valori minimi con regime rotazionale massimo sono circa 6-8 °C più bassi di quelli registrati con LNA, in linea con i test precedenti. Di fatto il Noctua L9x65 sembra "averne ancora": sebbene il test sia stato effettuato con un processore dal TDP di 84W (quindi il massimo consigliato da Noctua), le temperature che registriamo sono ben sotto i valori critici di soglia.

 Passiamo ora all'analisi comparativa dei risultati del Noctua L9x65 con quelli ottenuti dal dissipatore stock del server, che sommarizziamo nei seguenti grafici.

I grafici sono piuttosto chiari ed esemplificativi: il Noctua NH-L9x65 ha la meglio su ambo i test, dimostrando un vantaggio di circa 10 °C. Tale vantaggio prestazionale è assai più marcato nel test SMALL FFTs, dove a lavorare è prevalentemente il processore: qui il vantaggio del dissipatore austriaco si avvicina addirittura ai 15 °C, davvero impressionante considerando la ridotta mole del cooler. In particolare ad essere ancora più interessante è la vicinanza dei risultati registrati con low-noise-adapter e senza, rispetto ai risultati del dissipatore stock: in pratica anche mantenendo un regime rotazionale ridotto, il dissipatore smaltisce le temperature assai meglio, arrivando a registrare un ventaggio pari a 12-13 °C per core. Il Blend Test riduce tale differenza prestazionale tra i due dissipatori, ma essa rimane comunque marcata e sempre intorno ai 8-11°C di margine, segno che il Noctua L9x65 gestisce tranquillamente anche condizioni più rigide all'interno del case, quando la temperatura dell'aria limitrofa al processore è pittosto alta.


Il Noctua L9x65 è un dissipatore destinato al mondo del computing compatto, dove le ridotte dimensioni, il basso consumo e la minima rumorosità sono dei vincoli da cui non si può prescindere. Massimizzare la compatibilità con i prodotti sul mercato, minimizzare la rumorosità e mantenere un profilo prestazionale alto sono obiettivi difficilmente raggiungiubili contemporaneamente. Tuttavia Noctua ha centrato in pieno l'obiettivo: il NH-L9x65 è un dissipatore piccolo, compatto ed incredibilmente freddo per le sue dimensioni. 

Nei nostri test abbiamo scelto uno dei banchi da prova più difficili per un dissipatore di questo genere: un ambiente enterprise ad alto consumo energetico: il processore Intel Xeon E3-1225v2, quad core da ben 3.6 Ghz di frequenza turbo massima, che sulla carta è classificato per TDP 77W (molto vicino alla soglia massima consigliata da Noctua di 84W), dissipa parecchia potenza. Questa potenza è di difficile amministrazione se la si deve smaltire all'interno di un case a montaggio rack da 19". Ebbene il piccolo dissipatore austriaco batte di gran lunga la soluzione stock con cui questo server era equipaggiato, facendo registrare gap prestazionali, che oscillano dagli 8-10 °C fino ai 15 °C. E' oltretutto interessante che l'uso dell'adattatore low noise non penalizza troppo le capacità dissipative di questo cooler, consentendone l'utilizzo in tutta tranquillità per CPU con TDP inferiore a 84W. Sebbene la soglia massima consigliata da Noctua per l'uso del LNA fosse un TDP di 65W, nel nostro caso abbiamo ottenuto temperature più basse di 8°C rispetto al dissipatore stock usando il L9x65 con il relativo adattatore LNA. 

Oltre alla dotazione più che completa, alla compatibilità su socket e ambienti ITX davvero estesa e alle ottime prestazioni, questo piccolo dissipatore vanta un eccezionale rapporto qualità prezzo: online lo si può acquistare ad appena 50 €. Considerate le prestazioni e la lunga garanzia che copre questo dispositivo, dobbiamo convenire che il prezzo è più che ragionevole. 

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Preso atto delle considerazioni di cui sopra e considerando le ottime prestazioni di questo dissipatore in ambienti enterprise, fregiamo il Noctua L9x65 con il riconoscimento Hw4u Enterprise hardware e ci congratuliamo con Noctua per l'eccellente lavoro svolto su questo dissipatore.

 

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