Antec 902 - Overview - 2

Indice articoli

Per ciò che riguarda i materiali utilizzati nella composizione del Twelve Hundred Two, sappiamo che Antec ha utilizzato delle lastre di alluminio spesse di qualche millimetro al fine di assecondare la dissipazione del calore sprigionato dai vari componenti hardware montati nel case, ed in particolar modo quello della scheda madre (in quanto poggia quasi direttamente sulla parte posteriore del case).

La facciata anteriore del nine hundred Two è caratterizzata dalla presenza di due ventole da 120mm illuminate dai rispettivi led blue, le quali si possono scorgere grazie ai “copri-bay” a forma di griglia, che lasciano passare l’aria ed intravedere la luce sprigionata dalle fan all’interno del case.

I primi tre bay esterni nella parte superiore della facciata frontale, possono essere facilmente smontati per lasciare posto alla periferiche da 5,2”, contrariamente agli altri 6 slot che sono più scomodi da smontare (come vedremo più dettagliatamente nel seguito dell’articolo, l’alloggiamento di periferiche in questi spazi richiede più tempo).

Ultimo elemento degno di nota è la mancanza di un bay esterno da 3,5” preinstallato: Antec fornisce opzionalmente un adattatore che può essere utilizzato solo se strettamente necessario (si consideri che ormai il floppy disk viene quali del tutto omesso nei pc di fascia alta).

{timg title:="Antec 902 -Overview" thumb:="images/stories/ninehundredtwo/back_t.jpg" img:="images/stories/ninehundredtwo/back.jpg"}       

Infine passiamo alla facciata posteriore. Questa riprende il disegno del Twelve Hundred, con alcune modifiche dovute alla più ristrette dimensioni. La maschera I/O è posta sull’estremità alta, affiancata dalla griglia della ventola da 120 mm. Sopra questa ventola troviamo il già noto controller per le fan del case, corrispondente per filo e per segno a quello in uso sul Twelve Hundred. Scorrendo verso il basso troviamo gli 8 slot di espansione (forati) affiancati ai due buchi adibiti al passaggio di tubi per un eventuale impianto a liquido. Infine troviamo lo spazio vuoto riservato all’alimentatore.