Siti web oscurati in Italia, spesso ancora accessibili

Con la notizia che anche l'ennesimo sito web di ricerca di file torrent per lo scambio dei file in P2P, KickAss Torrents, è stato oscurato in seguito ad una decisione dell

a corte Italiana, siamo oggi arrivati ad un discreto numero di siti web "oscurati" nel nostro Paese, ma ancora accessibili dagli altri.


 
In questo articolo spiegheremo con quali meccanismi tale oscuramento è possibile e come riuscire ad accedervi comunque sotto determinate condizioni.


Internet, una volta era libero.

Internet, a differenza di tutti i suoi predecessori nella forma di strumenti di comunicazione di massa e divulgazione informativa, ha il grande pregio di essere ora come ora accessibile alla quasi totalità della popolazione occidentale ed orientale.

Gli unici prerequisiti sono infatti quello di disporre di un computer e di una connessione ad internet, ma se ci riflettiamo anche tali vincoli vengono a mancare grazie alla presenza di biblioteche e strutture liberamente accessibili ai cittadini italiani. 

La facilità di accesso e la possibilità di poter pubblicare proprie impressioni, lavori, idee in modo libero e – fino a qualche tempo fa – poco controllato, lo rendeva (e talvolta lo rende ancora) lo strumento di comunicazione più rivoluzionario della storia dell’uomo, direttamente secondo all’invenzione della scrittura di migliaia di anni fa. Anche l’invenzione della stampa gli è seconda: per poter stampare un giornale bisogna avere a disposizione ingenti mezzi economici e la sua divulgazione spesso è ostacolata dalla concorrenza più spietata, senza considerare i tempi necessari a divulgare un’informazione da una parte all’altra del globo. Internet invece, grazie alla sua immensità e velocità di evoluzione, sembrava essere incontrollabile e ideologicamente per molti sarebbe dovuto rimanere tale.

Ovviamente, come ci insegna la storia, i mezzi di comunicazione di massa sono in primo luogo un’arma più che appetitosa per chi ha intenzione di controllare una nazione o peggio l’intero globo. Ed è per questo che oggi assistiamo ai veri tentativi di regolamentare il web da parte dei maggiori stati del mondo, in primis gli Stati Uniti d’America. Tuttavia, tali tentativi di controllo, spesso si sono limitati a limitare l’accesso o inibirlo solamente per alcuni siti web di particolare successo che, in alcuni casi, svolgevano attività illecite. La chiusura di Megavideo è solo l’ultima di una ben più lunga serie di tentativi, spesso nemmeno pubblicamente esposti, di controllare la rete ed il circolo dei file su di essa; non è un caso nuovo quello dei filtri che molti ISP italiani impongono sulle proprie reti per limitare il traffico P2P  (magari fosse solo così! Alcune volte il traffico è filtrato e si viene spiati nel vero senso della parola).

Bene, quello a cui stiamo assistendo con le nuove leggi che anche il governo Italiano sta cercando di promuovere per il controllo della rete, si tratta di un tentativo di controllo dell’informazione che è stato imposto sottoforma di censura anche nelle precedenti grandi civiltà, dove però si commise talvolta l’errore di ammettere pubblicamente che si attuava una censura. Oggi, dal momento in cui per fortuna il grado di informazione si sta inevitabilmente allargando, in molti capiscono che la censura ed i suoi meccanismi esiste e viene ancora attuata, solo che non viene più chiamata così.

Lo si era capito anche in passato, furono i monaci medioevali per primi a capire quanto l’informazione potesse essere potente. Il loro lavoro di trascrizione delle opere d’arte da un lato ci ha permesso di accedere a distanza di migliaia di anni ad opere che altrimenti sarebbero state per sempre perdute (e questa è la parte positiva), ma dall’altro ha provocato talvolta la modifica delle stesse al fine ultimo di cambiarne i significati e le sfumature in una visione più “Cristiana”. Inoltre, non tutti i testi venivano tramandati e strascritti, ma si preferiva “lasciare in vita” solo quelli più adatti alla divulgazione della religione Cristiana, o meglio, non trascrivere quelli contro tale religione. In altre parole alcune opere d’arte sono state modificate nel tempo modellandone nel tempo le sfumature a favore della Chiesa, altre non sono state trasmesse.

Oggi esistono tecnologie talmente all’avanguardia che il lavoro di censura può essere fatto automaticamente e, ahimè, questo avviene già. Chi ci assicura che, dopo aver pubblicato il nostro articolo sul web, tale pagina avrà di fatto la stessa visibilità nel nostro paese e nel resto del mondo? Siamo del tutto sicuri che chi naviga nel nord Italia ottiene gli stessi risultati delle ricerche wul web come se fatte dal sud? Chi ci garantisce che l’informazione è trattata in modo super-partes? Può uno stato o chi per lui, decidere cosa è giusto dire, divulgare e cosa no?

Sebbene non sia assolutamente scopo di questo articolo convincere se tutto ciò sia giusto o meno, il sottoscritto vi invita semplicemente a pensare a quello che è successo in passato ed a quello a cui ci stiamo avvicinando: Internet era libero.

 

Oscuramento dei siti web

I siti web di fatto non sono altro che mucchi di file ospitati su dei computer molto potenti collegati ad Internet. Effettivamente, ogni computer collegato alla rete Internet è potenzialmente un “server” e pertanto può diventare il punto dove un sito web viene ospitato e reso pubblico.

Internet si basa sul fondamentale principio che l’informazione deve essere resa pubblica ed accessibile: non basta sapere che c’è ma bisogna sapere dove cercarla. Per raggiungere un sito web senza passare attraverso dei filtri, come un motore di ricerca, è necessario conoscerne l’indirizzo. Senza l’indirizzo effettivo, non è possibile accedervi. Questa è una prima forma di possibile oscuramento, non rendere più pubblico l’indirizzo di un sito web, di fatto corrisponde ad una rudimentale forma di oscuramento, che però cessa di essere utile nonappena qualcuno divulga l’indirizzo per accedere a tale sito web.

Forme più efficienti di oscuramento richiedono però che esista una sorta di legislazione universale mondiale, che è per ora impossibile attuare date le profonde diversità etniche ed etiche dei vari popoli mondiali. L’Italia, a meno di sfociare in una guerra, non può permettersi di andare a scollegare da Internet un computer residente in un altro Paese senza che il suo governo ne approvi la scelta: come fare allora ad oscurare un sito web che un governo vuole non rendere visibile ai propri cittadini senza dover dichiarare una guerra? Semplice, costringe tutte le aziende che forniscono contratti ADSL nel suo territorio (ISP: Libero, Alice, Fastweb, ecc) a “tagliare i collegamenti” (di fatto si parla di route IP, semplicemente i server degli ISP bloccano l’accesso a determinati indirizzi) con tali siti web.

Dov’è la pecca in tutto ciò?

La debolezza di questa soluzione sta proprio nel fatto che altri paesi potrebbero non ritenere dannoso tale sito web e lasciare perciò libero l’accesso verso di esso. Quindi, se si fa rimbalzare una connessione verso il sito web “pseudo pericoloso” attraverso un computer posto in un paese che ha libero accesso a tale contenuto e lo si inoltra quindi al Paese che ha subito la censura, allora il gioco è fatto, la censura (o meglio l’oscuramento) ha fallito.

Quindi, la censura più pesante che si possa effettivamente attuare, richiede lo scollegamento della rete dei terminali che “hostano” (ospitano) i file corrispondenti ai siti web, così come è successo per Megaupload qualche tempo fa. Da questo tipo di censura non si si può riparare, l’informazione viene di fatto requisita e resa inaccessibile per chiunque.

 

Come accedere ai siti web oscurati ma non scollegati dalla rete?

La risposta è piuttosto semplice per un esperto di reti dei calcolatori: basta usitilizzare un server proxy strategicamente collocato, o usarne una quantità elevata con geolocazioni differenti.

Un proxy non è nient’altro che un computer che attua delle richieste sul web per conto di altre macchine, come se non gli fossero state commissionate da nessun’altro. In altre parole è un “ripetitore” che con la sua identità accede a determinati siti web che gli vengono commissionati dai client, inoltrando poi verso di essi il contenuto ricevuto in risposta dopo la richiesta. Possiamo vederli con una semplice analogia: facciamo conto che, per qualche strana ragione, un negozio sia accessibile ai soli uomini e donne che hanno un nome che inizia per A. Un certo “Tizio” non può accedervi, ma conosce un certo “Antonio”. Gli chiede pertanto di entrare nel negozio e comprare un certo prodotto, uscire e recapitarglielo, ovviamente pagandogli il prezzo richiesto. Bene, ecco quello che succede, Tizio è il cittadino del paese soggetto a censura, Antonio un cittadino di un Paese che non ha subito una certa censura verso il sito web (o il negozio appunto) in questione.

Uno dei sistemi proxy più all’avanguardia e completamente gratuiti è TOR: si tratta di un semplice programma che permette di far rimbalzare la propria connessione web prima che arrivi online per un numero incredibilmente alto di server, fino a rendere quasi impossibile il rintracciamento della connessione se fatto già dopo qualche ora.

Tale software oltre a rendere finalmente più reale quella che è la navigazione anonima del web, permette di accedere con identità indefinite alla rete e pertanto navigare attraverso indirizzi che altrimenti sarebbero filtrati e bloccati dagli ISP del proprio Paese.

Siti web come kickasstorrents.com, the piratebay.es, ecc, sono ancora perfettamente accessibili semplicemente navigando con il browser “TOR”. Basta semplicemente fare una ricerca su google e scaricare "TOR BROWSER", l'unica arma per accedere ad un Internet ancora libero e non facilmente controllabile.