QSan TrioNas U210: il NAS per le PMI

A differenza del protocollo iSCSI, il protocollo CISF (Common Internet File System) differisce per finalità e implementazione. L’obiettivo principale è quello di rendere accessibili a più macchine uno stesso ambiente di storaging. Per tale ragione, i client hanno la visione a livello di directory/file e non di dispositivo hardware. Per garantire consistenza dei file durante sessioni concorrenti di più client, il protocollo CISF implementa meccanismi di file locking ed introduce un livello maggiore di sicurezza.

Il protocollo CISF fu inoltre progettato per funzionare con link lenti, pensati per le linee Dial Up analogiche. Non è perciò adatto a link molto veloci come le giabit LAN, al contrario di iSCSI.

RaidComparisioncaching

Sebbene avessimo seguito le indicazioni riportate dal software di benchmarking Intel Nas Toolkit riducendo la memoria di sistema a soli 2 Gb, alcuni test specifici del Benchmark hanno riportato risultati completamente fuori scala. Abbiamo quindi deciso di non presentarli nei grafici, in quanto falsati dai meccanismi di caching in ram dei risultati e perciò strettamente dipendenti dalle prestazioni della macchina client e non dal NAS. Per chi fosse interessato, la tabella contenente tutti i risultati dei test è presente a questo link.

Gli unici test che si sono rivelati adatti a misurare le prestazioni reali del nas sono i seguenti:

$1-          Content Creation

$1-          Direcotry copy to NAS

$1-          Directory copy from NAS

Tutti i tre test mostrano risultati coerenti con le nostre aspettative: i migliori, in media, si sono ottenuti nelle configurazioni Raid 0 e Raid 5, come è ovvio aspettarsi. Per come sono stati configurati, sia il raid 5 che il raid 0 utilizzano più di due dischi in striping, mentre il raid 10 ne usa solamente due in striping (mentre gli altri due sono configurati in mirroring). Da ciò notiamo come la presenza del terzo disco in striping aiuti sia il raid 5 che il raid 0 a superare la barriera degli 80 Mb/s.

Il test “Directory copy from NAS” fa registrare talvolta valori superiori alla soglia massima raggiungibile dallo standard Gigabit Ethernet: lo si deve ancora a qualche residuo di caching in funzione sul sistema operativo client. Non daremo troppo peso a questi risultati, ma ci è sembrato opportuno visualizzarli in quanto i meccanismi di cache hanno “falsato” in maniera meno incisiva questo test, rispetto a quanto invece accade con gli altri benchmark che abbiamo deciso di omettere.

Il secondo grafico mostra invece l’incremento prestazionale che si ottiene sfruttando l’SSD caching in lettura e scrittura. In questo caso abbiamo installato un Kingston KC100 da 240Gb in cache di lettura. Si evince chiaramente dai risultati un incremento in fase di lettura dei dati dal NAS, segno di una positiva influenza del disco a stato solido come cache.