QSAN Q500: il SAN professionale enterprise

Il QSAN PQ500-P20 offre diverse possibilità in termini di configurazione dei dischi. Data la tipologia dei sistemi SAN e l’utilizzo che se ne fa, bisogna tenere bene a mente che le infrastrutture dati tendono, col tempo, a crescere. Per tale ragione gli amministratori di rete e i sistemisti preferiscono hardware e software in grado di garantire vari livelli di flessibilità: dischi hot-spare, array di dischi estendibili, dischi virtuali combinabili. Un classico esempio in ambiente Linux è LVM (Logical Volume Management): un sistema software in grado di stratificare i sistemi di archiviazione, rendendoli trasparenti al FS.

Il Q500 si basa sullo stesso principio: gli ingegneri QSAN hanno infatti progettato un sistema operativo ad hoc per il SAN, basato su kernel Linux 2.6, sviluppando opportuni moduli (driver) di integrazione software-hardware con il Kernel. In particolare il Q500-P20 prevede l’identificazione di più unità di storage, ognuna con caratteristiche e finalità differenti:

  • Dischi fisici
  • Array Raid
  • Dischi Virtuali

Il primo livello identifica singolarmente ogni disco installato nel dispositivo. Questo corrisponde al livello più basso di gestione dello spazio di archiviazione: è possibile identificare i dischi guasti o che presentano segnali di failure imminente e localizzare tali dispositivi in modo semplice tramite la funzionalità di “indicatore luminoso”, che permette l’accensione del led relativo al disco in analisi.

Lo strato soprastante a quello fisco è rappresentato dal driver di aggregazione RAID. Questo modulo consente di combinare più dischi in configurazioni RAID standard quali: 0,1,3,5,6,1+0,0+1. Sono inoltre possibili anche configurazioni avanzate come il RAID 50 e come il RAID 60. Il livello di aggregazione raid permette la definizione anche di alcuni parametri di caching: cache in scrittura e readahead.

Direttamente al di sopra dello strato di aggregazione RAID viene quello dei virtual disk. In questo ambito, il Virtual Disk si configura come un partizionamento virtuale dei raid group. Ciò consente un ulteriore strato di flessibilità al sistema: al crescere di un Raid Group è possibile far corrispondere l’espansione di uno o più virtual disk. Inoltre, più virtual disk possono risiedere sullo stesso raid group.

I vantaggi di questa configurazione sono evidenti: ciò che viene esposto al FS è una vista di disco virtuale (da cui Virtual Disk), che a sua volta fa affidamento ad un Raid Group. Il raid group è quindi trasparente al virtual disk: quando un virtual disk inizia a saturarsi, è possibile aumentare lo spazio all’interno del raid group. Qualora sia esaurito anche tutto lo spazio all’interno del raid group, allora sarà possibile aumentare lo spazio fisico nel raid group, semplicemente aggiungendo dischi fisici ed assegnandoli all’array di interesse.