QSAN Q500: il SAN professionale enterprise

Il test che ci apprestiamo a presentare riguarda gli effetti delle tecniche di caching in lettura e scrittura (ReadAhead e WriteBack) nei casi di array RAID composti da dischi a stato solido. Si tratta di una valutazione molto interessante, in quanto permette di verificare se e di quanto le cache migliorino le prestazioni degli array RAID composti da dischi molto veloci. Purtroppo è luogo comune pensare che l’uso di cache possa aumentare le prestazioni in lettura e scrittura con qualsiasi disco. In vero, nel caso di SSD, le cose possono cambiare.

Analizzando i risultati ottenuti in lettura, notiamo che l’algoritmo di ReadAhead permette un incremento prestazionale di circa 30 Mb/s sul test con block size a 8Mb. Al contrario, il test eseguito con block size a 64Kb, dimostra che l’algoritmo ReadAhead non permette il raggiungimento di risultati maggiori, ma addirittura lievemente peggiori.

In scrittura la situazione è analoga: abilitando la write-back cache, nel test sequenziale con blocchi da 8Mb si ottengono valori di scrittura pari a 480 Mb/s. Lo stesso test, disabilitando il meccanismo di WriteBack, fa registrare una banda media di 375 Mb/s. Ripetendo i due test su HDTune Pro con block size a 64Kb, otteniamo bande di scrittura pressoché pari (425 Mb/s).

Tirando le somme in merito all’algoritmo ReadAhead utilizzato in concomitanza con dischi a stato solido, possiamo affermare che si ottengono miglioramenti sensibili in condizioni di letture sequenziali molto ampie. Qualora si effettuino letture sparse di entità limitata, l’algoritmo non può garantire alcun miglioramento delle performance.

La questione è diversa per il Write Back: questo meccanismo di caching dimostra di essere utile e veloce in ogni circostanza. Nel caso peggiore, le prestazioni saranno simili a quelle ottenibili senza il suo ausilio, nel caso migliore si ottengono miglioramenti prestazionali nell’ordine del 30%.