Antec Kuhler H600 e H1200: i nuovi arrivati sono PRO

L'Antec Kuhler 600 PRO e 1200 PRO presentano caratteristiche tecniche alquanto simili e si differenziano prevalentemente per dimensioni e capacità di raffreddamento. Tuttavia, le scelte tecnologiche che sono alla base dei due sistemi AIO sono le stesse. Per questa ragione, ci limiteremo a discuterle assieme in questa sezione dell'articolo, specificando esplicitamente i casi in cui i due prodotti si differenziano.

Cominciamo dall'analisi della parte più delicata del sistema AIO: il waterblock. I nuovi 600 PRO e 1200 PRO dispongono di una basta base di puro rame, che misura 50 x 60 mm, di forma rettangolare. Un primo cambiamento rispetto ai precedenti sistemi di raffreddamento AIO di Antec consiste proprio nella scelta di una nuova sagoma per il waterblock, precedentemente circolare ed ora più larga, rettangolare. Sebbene la qualità della lavorazione della base sia elevata, la superficie del waterblock non è perfettamente lappata a specchio. Al tatto è infatti possibile percepire sottilissime scanalature, atte a favorire l'insediamento della pasta termica. Di contro, il wateblock è ricavato da un unico blocco di rame lavorato, senza alcuna saldatura. Questo genere di approccio garantisce massime prestazioni per quanto riguarda la conduzione termina, in quanto non si sono punti di saldatura che possono comprometterne le caratteristiche termiche.

Una volta rimosse le 10 viti che fissano la superficie del waterblock al resto della cold-plate, possiamo analizzare la struttura interna del blocco di rame.

Dalle foto possiamo notare la presenza di un blocco dissipante centrale alla superficie del waterblock. Tale blocco è costituito da molteplici alette in rame, dallo spessore di appena 0.15 mm separate ogni 0.2 mm. Queste lamelle costituiscono il cuore pulsante del sistema di raffreddamento. Esse sono in carica di dissipare il calore assorbito dalla parte sottostante del waterblock, trasferendolo all'acqua che fluisce attraverso tali scanalature. Ci preme sottolineare che anche i precedenti sistemi di raffreddamento della famiglia Kuhler si basano sul medesimo modello di raffreddamento, così come la maggiorparte di waterblock presenti sul mercato.

Direttamente al di sopra del waterblock, troviamo la pompa del sistema AIO. Si tratta di una pompa di liquido basata su un motore elettrico a tre fasi, in grado di produrre pressioni fino a 2.3 m. Basata su tecnologia ceramic bearing, la pompa in questione è in grado di erogare fino a 5600 rpm, con un assorbimento energetico pari a 3.6 Watt. L'alimentazione della pompa avviene mediante connettore di alimentazione SATA. Infine, sottolineiamo che la pompa è composta prevalentemente da ceramica e plastica, racchiusa all'interno di un involucro di plastica, coibentato da apposite guarnizioni.
Al di sopra della pompa, all'interno dello stesso involucro, troviamo un led di colore blue. L'illuminazione del led viene controllata dal sensore di temperatura presenta nello stesso involucro. Qualora la temperatura dell'acqua all'interno del waterblock dovesse superare i 55 °C, il led comincia a lampeggiare. In tal modo l'utente può accorgersi, in linea di massima, del carico termico a cui il sistema AIO è sottoposto.
A differenza dei precedenti modelli appartenenti alla famiglia Kuhler, i due H600 e h1200 PRO non dispongono di interfacciamento digitale con il sistema. In altre parole, la pompa non permette alcuna configurazione via software, gestendosi autonomamente. Questa lacuna è particolarmente visibile per i più smanettoni, i quali tendono a gestire manualmente i profili rotazionali di ventole e pompa, al fine di adattarne la rumorosità ai propri gusti. I due modelli sotto analisi mancano di tale caratteristica, impedendo la gestione personalizzata di regimi rotazionali di ventole e pompa. D'altro canto, Antec ha potuto risparmiare sui costi di produzione, abbassando conseguentemente i costi all'utente finale.

La qualità costruttiva del radiatore è buona e rispecchia in gran parte quella che caratterizza gli altri prodotti della famiglia Kuhler. In sostanza troviamo lamelle di alluminio sottili, equispaziate, destinate alla dissipazione del calore trasportato dai tubi. Le dimensioni dei due radiatori sono pressoché identiche a quelle dei precedenti H650 e H1250. La vera differenza con i precedenti modelli sta nella modularità delle ventole. Infatti, i precedenti Antec h650 e h1250 integravano ventola e pompa direttamente sul radiatore. Una configurazione del genere impediva agli utenti più esigenti di utilizzare ventole proprie. Nel caso dei nuovi h600 e h1200 PRO, Antec ha ascoltato le critiche dei clienti ed ha prontamente cambiato politica. Ora è possibile scegliere le ventole da agganciare al radiatore, seppur quelle in dotazione da Antec siano più che sufficienti per configurazioni standard.
Il fissaggio delle ventole al radiatore avviene mediante diverse tipologie di viti, include in dotazione. Particolarmente rilevante è il caso dell'Antec H600 PRO, il quale può essere montato sia lateralmente al case che nella parte superiore. In ambo i casi, Antec fornisce viti per il fissaggio della ventola al radiatore e altre viti per il fissaggio del radiatore al case. L'utente potrà decidere se montare la ventola in estrazione o meno, in base alle proprie esigenze. Inoltre, sebbene Antec fornisca una sola ventola nel caso dell'H600 PRO, è possibile installare una seconda ventola sull'altra estremità del radiatore, ottenendo così una configurazione PULL/PUSH. Unico aspetto negativo è la mancanza di viti di montaggio per ottenere tale configurazione: l'utente dovrà rivolgersi presso una ferramenta per acquistare viti adatte.

Altra novità rispetto ai modelli precedenti corrisponde con le tubature del sistema a liquido. In entrambe le versioni H600 e H1200 PRO sono presenti tubi rinforzati, di tipologia FEP, che garantiscono solida robustezza e discreta flessibilità, scongiurando eventuali perdite o strozzature. Inoltre, tali tubi sono fermamente fissati alla cold-plate ed al radiatore ed è praticamente impossibile sganciarli se non rompendoli irrimediabilmente. La lunghezza dei tubi è tale da permettere buona mobilità all'interno di case ATX. Lunghi 31,5 mm, i tubi permettono l'installazione del sistema AIO sia in case micro-atx che in case più spaziosi.