Noctua NH-L9x65: piccolo e potente

Riportiamo nel grafico seguente i risultati registrati dal Noctua NH-L9x65 per il test Prime95 small ffts, eseguito dapprima con adattatore low-noise-adapter (L.N.A.) ed in seguito senza.


Nonostante Prime95 sia uno dei test più rigidi per una cpu multicore, non ci aspettavamo di vedere temperature così basse mantenute per 30 minuti di pieno stress test. Quello che ci sorprende è che la temperatura massima raggiunta dal core "più caldo" è stata di 63 °C nella configurazione con adattatore di bassa rumorosità. Nonostante la ventola posta sul dissipatore Noctua sembri piccola, essa dimostra un'eccellente potenziale: poco rumorosa ed in grado di spostare buone quantità d'aria, raffreddando il dissipatore anche in ambienti angusti e particolarmente difficili (un rack server da 19" 2U corrisponde propriamente a questa descrizione). Ovviamente le temperatura minime sono più alte rispetto alla modalità senza L.N.A., come è lecito aspettarsi. Tuttavia possiamo sommarizzare che il delta tra le due configurazioni (con e senza LNA) in merito ai picchi massimi si aggira intorno ai 3 °C, in favore della configurazione a pieno regime rotazionale della ventola, diventando circa 4-6 °C se consideriamo le temperature minime. 

Procediamo ora con l'analisi dei risutalti ottenuti nel test Blend di Prime95, il quale fa pesante utilizzo anche di memoria ram. Ciò significa che il processore è sottoposto ad ulteriore stress a causa del controller di memoria integrato: dovendo gestire ben 4 banchi di memoria ECC a 1600MHz (8 Gb ciascuno), il consumo energetico sale ulteriormente. Inoltre, essendo gli slot di memoria ram particolarmente vicini al socket CPU, la temperatura all'interno dell'enclosure tende a salire ulteriormente a causa del calore dissipato dai chip di memoria.

Il trend generale dei risultati rispecchia quello già apprezzato nel test precedente. La configurazione senza low-noise-adapter fa registrare valori massimi di picco di appena 2-3 °C superiori a quelli registrati dalla configurazione a pieno regime rotazionale delle ventole. Anche i valori medi seguono il medesimo comportamentom discostandosi appena di qualche grado centigrado dai valori migliori. Allo stesso modo anche i valori minimi con regime rotazionale massimo sono circa 6-8 °C più bassi di quelli registrati con LNA, in linea con i test precedenti. Di fatto il Noctua L9x65 sembra "averne ancora": sebbene il test sia stato effettuato con un processore dal TDP di 84W (quindi il massimo consigliato da Noctua), le temperature che registriamo sono ben sotto i valori critici di soglia.

 Passiamo ora all'analisi comparativa dei risultati del Noctua L9x65 con quelli ottenuti dal dissipatore stock del server, che sommarizziamo nei seguenti grafici.

I grafici sono piuttosto chiari ed esemplificativi: il Noctua NH-L9x65 ha la meglio su ambo i test, dimostrando un vantaggio di circa 10 °C. Tale vantaggio prestazionale è assai più marcato nel test SMALL FFTs, dove a lavorare è prevalentemente il processore: qui il vantaggio del dissipatore austriaco si avvicina addirittura ai 15 °C, davvero impressionante considerando la ridotta mole del cooler. In particolare ad essere ancora più interessante è la vicinanza dei risultati registrati con low-noise-adapter e senza, rispetto ai risultati del dissipatore stock: in pratica anche mantenendo un regime rotazionale ridotto, il dissipatore smaltisce le temperature assai meglio, arrivando a registrare un ventaggio pari a 12-13 °C per core. Il Blend Test riduce tale differenza prestazionale tra i due dissipatori, ma essa rimane comunque marcata e sempre intorno ai 8-11°C di margine, segno che il Noctua L9x65 gestisce tranquillamente anche condizioni più rigide all'interno del case, quando la temperatura dell'aria limitrofa al processore è pittosto alta.