Antec 1900: il nuovo gigante di Antec.

In questa sezione dell’articolo ci concentreremo sull’analisi del layout interno dell’Antec 1900.

In una prima visione d’insieme non possiamo che notare immediatamente la rigida suddivisione degli spazi adottata da Antec. In particolare possiamo identificare tre aree maggiori, destinate ad usi differenti:

$1-          Area mainboard e PSU secondaria;

$1-          Area periferiche/dischi;

$1-          Area PSU secondaria e dischi supplementari.

E’ utile notare che le tre aree siano effettivamente separate da vincoli meccanici le une delle altre: tra l’area mainboard e l’area destinata alla PSU secondaria è presente una lastra di alluminio, così come l’area dischi è separata dall’area mainboard. Tuttavia una tale separazione consente una buona flessibilità nel passaggio dei cavi grazie alla presenza di apposite aperture sui separatori (talvolta dotati di guarnizioni gommate). Il passaggio dei cavi da una zona all’altra è inoltre semplificato da ulteriori fori ricavati sulla lastra di appoggio della mainboard. I cavi vengono così fatti transitare nello spazio ricavato tra pannello laterale sinistro e la lastra di appoggio della scheda madre. Ne conseguono due vantaggi: un case più ordinato visivamente e flussi d’aria non ostacolati da grovigli di cavi. In totale possiamo contare ben 4 fori gommati e due semplici sulla lastra di appoggio mainboard ed un foro gommato sulla lastra di separazione con la zona destinata alla PSU secondaria.

La zona mainboard è caratterizzata dalla presenza dello scasso nella zona CPU, al fine di permettere il montaggio facilitato di dissipatori di fascia alta, senza richiedere la rimozione della scheda madre. Sempre a riguardo di questa zona, notiamo una gestione un po’ grossolana dei cavi di alimentazione delle ventole (posteriore e superiori), i quali – se non accuratametne fissati al case – possono intrecciarsi con le ventole stesse o addirittura con quella della CPU. Visti i precedenti di Antec, non capiamo perché non siano stati previsti, nativamente, connettori di alimentazione direttamente posizionati nello spazio tra lastra mainboard e pannello laterale sinistro.

 

La zona destinata all’alloggiamento delle periferiche sposa un design classico, scarsamente modulare. Troviamo tre vani per all’alloggiamento di periferiche frontali da 5,25” sotto i quali è presente una struttura di alluminio che ospita staffe scorrevoli per dischi da 3,5/2,5 pollici. Le staffe destinate all’installazione dei dischi sono in plastica: ognuna dispone di quattro gommini (di colore corrispondente a quello del tema principale del case) che assorbono le vibrazioni dei dischi meccanici (mentre sono di fatto inutili per dischi a stato solido).

La zona inferiore, destinata all’uso di un alimentatore supplementare e di altri dischi, costituisce un vano separato dal resto del case. Qui troviamo l’alloggiamento per la PSU secondaria, dotata di apertura inferiore per il passaggio dell’aria. Tale presa d’aria è protetta da un filtro estraibile, di semplice manutenzione. Immediatamente più a destra notiamo due batterie di alloggiamenti per dischi da 2,5/3,5 pollici, ognuna composta verticalmente da tre staffe.

La zona inferiore costituisce il punto focale e di maggior interesse per questo cabinet, ma presenta ancora delle incongruenze che è necessario sottolineare.

In prima battuta, l’installazione della PSU secondaria ed il relativo passaggio dei cavi è ostacolato dalle tre staffe di montaggio per dischi adiacenti. Nel caso in cui si voglia installare un secondo alimentatore, per facilitare il passaggio dei cavi, occorre rimuovere le tre staffe in questione, per poi re-installarle. Se l’alimentatore non dovesse essere modulare è probabile che le staffe non possano essere rimontate per far posto ai cavi inutilizzati della PSU.

In secondo luogo, sorge un problema relativo alla lunghezza dei cavi dell’alimentatore. Nel nostro caso, utilizzando una Antec High Current Pro da 1000W, il cavo di alimentazione per il processore si è rivelato essere troppo corto. Questo non significa che il problema stia nell’eccessiva distanza tra PSU e connettori sulla mainboard, piuttosto nella mancanza di prolunghe ad-hoc nella dotazione del case. Alcuni case della stessa fascia, infatti, forniscono tali soluzioni per permettere una più comoda e pulita installazione dei cavi di alimentazione. Esortiamo perciò Antec a seguire il loro esempio, dotando le future versioni del Nineteen Hundred con opportune prolunghe.  

Nel complesso possiamo concludere l’analisi dell’interno del 1900 con un’osservazione. Questo case presenta di fatto una struttura interna identica a quella dell’Antec P280, con l’aggiunta di un vano inferiore che ampia ancora di più il numero di periferiche installabili, fornendo l’alloggiamento per una PSU secondaria.