Antec 1900: il nuovo gigante di Antec.

La serie Hundred di Antec è famosa per i case dedicati ai videogiocatori ed all’ottimo rapporto qualità prezzo di cui i prodotti di questa famiglia godono. Con l’Antec 1900 l’azienda californiana ha creato un vero e proprio mostro che, come vedremo, non si fa mancare nulla in termini di spazio, come ad esempio un duplice alloggiamento per alimentatori formato ATX.

 


L’Antec 1900 viene fornito all’interno di una confezione in cartone, all’interno della quale è protetto con appositi supporti in polistirolo contornato da un telo di plastica anti-statico.

Una volta aperta la scatola del case e rimosso l’imballaggio protettivo, il cabinet ci si prospetta d’innanzi in tutta la sua magnificenza: esso misura ben 69,6 x 22,3 x 55,5 cm e difficilmente è posizionabile sotto scrivanie da ufficio. Infatti l’altezza del case è la dimensione più generosa delle tre e lo rende “particolare”, in quanto in essa si concentrano sia i punti forti del case sia quelli critici. Per quanto riguarda il peso del cabinet, abbiamo misurato ben 23,4 Kg al netto degli imballaggi. Considerando il peso introdotto da un alimentatore, mainboard, scheda video, dischi e un dissipatore di fascia alta, non è impossibile pensare ad un sistema completo che pesi circa 30 Kg.

Per quanto riguarda i materiali che compongono questo cabinet troviamo alluminio, plastica e plexyglass.

Ad un primo superficiale sguardo, alcuni elementi colpiscono la nostra attenzione. In primis la presenza di un’ampia finestra laterale che, in perfetto stile Antec, non lascia intravedere dischi fissi ma solamente la zona mainboard. In secondo luogo identifichiamo un doppio alloggiamento per alimentatori formato ATX. La zona inferiore del case sembra inoltre separata da quella superiore: vedremo che questa supposizione si rivelerà esatta. Per quel che riguarda la zona frontale del case, notiamo numerose connessioni USB (sia 2.0 che 3.0) ed un design piuttosto semplice e lineare.

In generale, dal punto di vista estetico e strutturale, l’Antec 1900 sembra presentare le medesime caratteristiche comuni a tutti gli altri cabinet della serie Hundred. In particolare notiamo una forma slanciata, più stretta e più alta del classico Mid-Tower / Full-Tower, nonché la presenza di ventole superiori e posteriori e della finestra laterale in plexyglass. Anche i colori sono più o meno simili: il nero opaco la fa da padrone ma un’attenzione particolare è stata rivolta al processo di verniciatura, che su questo cabinet risulta essere impeccabile. La vera differenza in termini estetici con il resto della serie Hundred sta nei due colori “tema” che caratterizzano questo modello: verde o rosso. La versione che recensiamo in questo articolo appartiene al filone tematico rosso: ce ne accorgiamo dal pannello frontale e dal colore delle maschere protettive degli slot PCI posteriori.

 

 


In questa sezione dell’articolo riassumeremo le principali caratteristiche tecniche di questo cabinet, in modo da fornire un’infarinatura su quelle che poi saranno le seguenti sezioni, in cui andremo ad analizzare in maggior dettaglio il case.

 

Vincoli dimensionali

Dimensioni cabinet

69,6 x 22,3 x 55,5 cm

Formati mainboard supportati

SSI CEB, E-ATX, ATX, Micro ATX, Mini-ITX

Numero slot espansione posteriori

9

Lunghezza massima VGA

33 cm

Altezza massima dissipatore CPU

17,5 cm

Scasso per montaggio dissipatore CPU

Sistema di raffreddamento

Ventole frontali

3 ventole FDB da 12 cm

Ventole superiori

2 ventole FDB da 12 cm

Ventole posteriori

1 ventola FDB da 12 cm

Slot ventole opzionali

2 interni, dedicati al raffreddamento degli hard disk

Predisposizione impianto a liquido esterno

Sì: fori gommati per passaggio di tubi esterno

Predisposizione impianto liquido interno

Sì: al posto delle due ventole superiori è possibile installare un radiatore bi-ventola da 240 mm

Espandibilità

Vani da 3,5” interni

12 compatibili 3,5” o 2,5”

Vani da 2,5” interni

Vani da 5,25” esterni

3

Vani per alimentatore

2 x ATX

Pannello IO

Connettività USB 3.0

4 porte con connettori per scheda madre nativi USB 3.0 o 2.0

Connettività USB 2.0

2 porte

Jack cuffie frontali

Jack microfono frontale

 

Possiamo fin da ora prendere nota del grande numero di dispositivi che è possibile alloggiare all’interno di questo cabinet, addirittura ben 17 unità da 3,5” o da 2,5”, due alimentatori formato ATX e tre periferiche frontali da 5,25”. Inoltre il case presenta eccezionali capacità di capienza per ambo schede madri e schede video: sono praticamente supportate la totalità di schede madri orientate al mondo enthusiast e professionale (come le Extended ATX) mentre si dispone di uno spazio orizzontale per il montaggio di schede video di ben 33 cm. E’ inoltre possibile installare un dissipatore ad aria di proporzioni generose, potendo sfruttare ben 17,5 cm di spazio tra la mainboard ed il pannello laterale.

Per quanto riguarda il sistema di raffreddamento, l’Antec 1900 non si fa mancare nulla. Dotato di serie di ben 6 ventole FDB da 12 cm, tutte controllabili da appositi switch, il cabinet risulta essere molto versatile anche per l’eventuale installazione di sistemi di raffreddamento a liquido, sia interni che esterni.

 


Trattandosi di un case molto alto, ci si aspetterebbe un pannello frontale dotato di numerosi alloggiamenti anteriori da 5,25”, ma così non è. Infatti, la parte anteriore del case lascia spazio solamente a tre alloggiamenti frontali da 5,25” poiché il resto dello spazio è adibito all’uso interno per dispositivi da 2,5 / 3,5 pollici.

La parte più alta del pannello frontale è quindi destinata all’input/output: troviamo un pulsante di accensione, un pulsante di reset, un’uscita e un ingresso audio anteriori, due porte USB 2.0 e quattro porte USB 3.0. I pulsanti di accensione e reset sono stati ricavati direttamente dalla plastica che compone il pannello frontale. Sebbene ciò sia un dettaglio estetico gradevole, d’altro canto non siamo convinti dell’affidabilità di questi pulsanti: la nostra paura è che tali possano, a lungo andare, danneggiarsi, rovinando inesorabilmente la facciata del case e rendendola difficilmente riparabile.

facciata anteriore

Una nota positiva va spesa in merito alla scelta da parte di Antec riguardo i connettori per scheda madre delle porte USB 3.0 frontali. I cavi che collegano le porte USB 3.0 alla scheda madre si diramano in due connettori, uno di tipo USB 3.0 ed uno di tipo 2.0. Antec ben vieta di connetterli simultaneamente, e richiede per ogni cavo si scelga se connetterlo in modalità USB 2.0 o USB 3.0. Ciò permette di godere della funzionalità di tutte le porte anche se montassimo schede madri che non supportino l’espandibilità USB 3.0 tramite pin sulla scheda madre.

Un’interessante scelta da parte di Antec è stata quella di rifinire il meno possibile la parte anteriore del case, evitando di forare i frontalini protettivi. Infatti, ad un primo sguardo, tale pannello sembra non permettere in alcun modo il passaggio dell’aria all’interno del case. Eppure vedremo che sono presenti ben tre ventole frontali con lo scopo di convogliare aria fredda all’interno del case. Perciò, dopo aver osservato l’unico dettaglio estetico colorato che compone questa facciata, ci accorgiamo dello stratagemma attuato da Antec. Lungo tutto il perimetro del pannello frontale notiamo una cornice incavata, che nel nostro caso è di colore rosso (nell’altra versione sarebbe appunto verde). Questa cornice è forata a nido d’ape: ciò permette all’aria di fluire all’interno del case per mezzo della spinta aspirante delle tre ventole frontali da 12 cm. Dal momento in cui questa cornice costituisce una presa d’aria stretta e perimetrale, le ventole hanno un ruolo chiave: sarebbe controproducente rimuoverle, spegnerle o tenerle a regimi di rotazione troppo bassi, in quanto senza di esse l’aria farebbe molta fatica a confluire all’interno del cabinet.

 


La serie Hundred di Antec presenta un design estetico piuttosto comune per tutti i suoi prodotti. A parte il Lan Boy, che diventa l’eccezione alla regola, gli altri case si allineano sui seguenti concetti:

$1-          Verniciatura nero opaco;

$1-          Finestra laterale in plexyglass;

$1-          Pannello frontale semplice;

$1-          Pannello laterale sinistro semplicissimo;

$1-          Dimensioni del case più stretto e più lungo/alto rispetto al classico mid-tower;

$1-          Ventola posteriore da 12 cm (spesso controllabile);

$1-          Persa d’aria superiore (opzionalmente con una o due ventole);

In questo caso, il 1900 non si discosta molto dai precedenti punti, esasperando quello inerente le dimensioni.

 

Dalle immagini ritraenti i pannelli laterali ci accorgiamo che in questo caso ci sia qualcosa di diverso. Infatti, le due lastre di alluminio non coprono interamente le facciate del case, bensì esiste una zona inferiore protetta da due lastre più piccole scardinate dai pannelli estraibili. E’ possibile estrarre le due lastre inferiori tramite appositi pulsanti meccanici posti sul retro del case, potendo così accedere alla zona più inferiore del cabinet, adibita all’alloggiamento della PSU secondaria. A differenza dei pannelli laterali, queste lastre presentano un materiale fonoassorbente destinato all’isolamento acustico, al fine di limitare, quanto più possibile, i rumori emessi dai dischi e dall’alimentatore installati nella zona inferiore del case.

Sebbene il pannello laterale sinistro del case sia assimilabile ad una semplice lastra di alluminio, quella sinistra presenta la classica finestra in plexyglass, che lascia intravedere la sola zona destinata alla scheda madre. La zona di alloggiamento dei dischi, come vedremo, è totalmente nascosta. Questa politica è stata attuata da Antec più o meno in tutti i case di questa famiglia: l’obiettivo è quello di mostrare qualcosa di ordinato ed elegante all’esterno, evitando – quanto più possibile – di lasciar vedere grovigli di cavi.

 

Una novità interessante introdotta con l’Antec 1900 riguarda il design della parte superiore del cabinet. Dalle immagini notiamo la presenza di un coperchio superiore, caratterizzato da fori destinati alla fuoriuscita dell’aria calda presente all’interno del case. Rimuovendo tale coperchio notiamo la presenza dei una coppia di ventole da 120 mm, protette da due filtri anti-polvere. Tali filtri sono mantenuti agganciati al supporto grazie alla forza di gravità e da opportuni magneti. L’elemento di innovazione però sta nel fatto che l’alloggiamento delle ventole non ruba spazio all’interno del case. E’ stato ricavato un vano apposito fuori dallo scheletro di alluminio del cabinet, al fine di non invadere lo spazio riservato alla mainboard. Inoltre, il vano è perfettamente adatto all’installazione di sistemi di raffreddamento a liquido AIO, dotati di radiatore lungo fino a 240 mm. Nel caso in cui si preveda l’uso di un tale sistema, il radiatore verrebbe completamente assimilato in tale vano (una volta rimosse le due ventole) e sarebbe nascosto alla vista. 

 


In linea con il resto del design di questo cabinet, anche la parte posteriore segue le orme degli antenati della famiglia Hundred.

In cima troviamo il classico pannello, un po’ rudimentale, per la gestione dei regimi rotazionali delle ventole installate nel case. Vedremo che questo pannello si cura esclusivamente delle ventole poste nella zona retrostante del case, quindi quella posteriore e quelle superiori, mentre quelle anteriori non sono controllabili da questo controller. Il controller permette di optare per tre differenti policy di raffreddamento: dalla più performante (più rumorosa) alla meno performante (più silenziosa).

Immediatamente più in basso troviamo l’alloggiamento per la mascherina di IO per la scheda madre, affiancata dalla ventola da 120 mm, protetta da una griglia ricavata direttamente nello scheletro del case.

Appena più in basso notiamo le maschere di protezione degli slot PCI. In questo caso esse sono di colore rosso, in linea con il tema-guida del case. Nel corrispettivo modello verde, queste assumerebbero il color verde a loro volta. Dobbiamo puntualizzare la scelta di Antec di colorare le mascherine: seppur siano un semplice “segnaposto”, esse vengono sfruttate dall’azienda californiana come elementi estetici. Inoltre questa decisione è un novità per Antec, nonessendo alcun altro case di questa famiglia caratterizzato dal medesimo accorgimento estetico.

 

A destra degli slot PCI identifichiamo i due fori gommati atti al passaggio di tubi per un sistema di raffreddamento a liquido installabile esternamente. Inoltre notiamo che tali fori sono ricavati all’interno di una presa d’aria grigliata (anche in questo caso con fori quadrati).

Sulla parte più inferiore della facciata troviamo i due alloggiamenti per alimentatori, uno dei quali è protetto da una sottile lastra di alluminio che è possibile spostare a piacimento nel vano più basso o più alto. Tra i due alloggiamenti delle PSU è presente un’ulteriore presa d’aria, ricavata tramite tre righe sovrapposte di fori quadrati che tagliano orizzontalmente la facciata. A sinistra ed a destra di questa presa d’aria sono alloggiati i pulsanti meccanici per aprire i due pannelli laterali più bassi.

Lungo tutta il profilo sinistro della facciata posteriore notiamo una due batterie di fori (quadrati) verticali a comporre un’ulteriore presa d’aria. Questa è stata progettata per favorire il fluire dell’aria anche sulla parte posteriore del case. Possiamo anticipare che il pannello laterale sinistro nasconde un vano all’interno del quale vengono fatti passare i cavi di alimentazione e dati per le periferiche. Tramite questa presa d’aria, il vano viene in qualche modo raffreddato, apportando benefici anche alla scheda madre: la parte del PCB appoggiata sul case verrà perciò raffreddata. Questo dettaglio non va sottovalutato poiché può apportare benefici sensibili all’abbassamento della temperature della scheda madre.

 


In questa sezione dell’articolo ci concentreremo sull’analisi del layout interno dell’Antec 1900.

In una prima visione d’insieme non possiamo che notare immediatamente la rigida suddivisione degli spazi adottata da Antec. In particolare possiamo identificare tre aree maggiori, destinate ad usi differenti:

$1-          Area mainboard e PSU secondaria;

$1-          Area periferiche/dischi;

$1-          Area PSU secondaria e dischi supplementari.

E’ utile notare che le tre aree siano effettivamente separate da vincoli meccanici le une delle altre: tra l’area mainboard e l’area destinata alla PSU secondaria è presente una lastra di alluminio, così come l’area dischi è separata dall’area mainboard. Tuttavia una tale separazione consente una buona flessibilità nel passaggio dei cavi grazie alla presenza di apposite aperture sui separatori (talvolta dotati di guarnizioni gommate). Il passaggio dei cavi da una zona all’altra è inoltre semplificato da ulteriori fori ricavati sulla lastra di appoggio della mainboard. I cavi vengono così fatti transitare nello spazio ricavato tra pannello laterale sinistro e la lastra di appoggio della scheda madre. Ne conseguono due vantaggi: un case più ordinato visivamente e flussi d’aria non ostacolati da grovigli di cavi. In totale possiamo contare ben 4 fori gommati e due semplici sulla lastra di appoggio mainboard ed un foro gommato sulla lastra di separazione con la zona destinata alla PSU secondaria.

La zona mainboard è caratterizzata dalla presenza dello scasso nella zona CPU, al fine di permettere il montaggio facilitato di dissipatori di fascia alta, senza richiedere la rimozione della scheda madre. Sempre a riguardo di questa zona, notiamo una gestione un po’ grossolana dei cavi di alimentazione delle ventole (posteriore e superiori), i quali – se non accuratametne fissati al case – possono intrecciarsi con le ventole stesse o addirittura con quella della CPU. Visti i precedenti di Antec, non capiamo perché non siano stati previsti, nativamente, connettori di alimentazione direttamente posizionati nello spazio tra lastra mainboard e pannello laterale sinistro.

 

La zona destinata all’alloggiamento delle periferiche sposa un design classico, scarsamente modulare. Troviamo tre vani per all’alloggiamento di periferiche frontali da 5,25” sotto i quali è presente una struttura di alluminio che ospita staffe scorrevoli per dischi da 3,5/2,5 pollici. Le staffe destinate all’installazione dei dischi sono in plastica: ognuna dispone di quattro gommini (di colore corrispondente a quello del tema principale del case) che assorbono le vibrazioni dei dischi meccanici (mentre sono di fatto inutili per dischi a stato solido).

La zona inferiore, destinata all’uso di un alimentatore supplementare e di altri dischi, costituisce un vano separato dal resto del case. Qui troviamo l’alloggiamento per la PSU secondaria, dotata di apertura inferiore per il passaggio dell’aria. Tale presa d’aria è protetta da un filtro estraibile, di semplice manutenzione. Immediatamente più a destra notiamo due batterie di alloggiamenti per dischi da 2,5/3,5 pollici, ognuna composta verticalmente da tre staffe.

La zona inferiore costituisce il punto focale e di maggior interesse per questo cabinet, ma presenta ancora delle incongruenze che è necessario sottolineare.

In prima battuta, l’installazione della PSU secondaria ed il relativo passaggio dei cavi è ostacolato dalle tre staffe di montaggio per dischi adiacenti. Nel caso in cui si voglia installare un secondo alimentatore, per facilitare il passaggio dei cavi, occorre rimuovere le tre staffe in questione, per poi re-installarle. Se l’alimentatore non dovesse essere modulare è probabile che le staffe non possano essere rimontate per far posto ai cavi inutilizzati della PSU.

In secondo luogo, sorge un problema relativo alla lunghezza dei cavi dell’alimentatore. Nel nostro caso, utilizzando una Antec High Current Pro da 1000W, il cavo di alimentazione per il processore si è rivelato essere troppo corto. Questo non significa che il problema stia nell’eccessiva distanza tra PSU e connettori sulla mainboard, piuttosto nella mancanza di prolunghe ad-hoc nella dotazione del case. Alcuni case della stessa fascia, infatti, forniscono tali soluzioni per permettere una più comoda e pulita installazione dei cavi di alimentazione. Esortiamo perciò Antec a seguire il loro esempio, dotando le future versioni del Nineteen Hundred con opportune prolunghe.  

Nel complesso possiamo concludere l’analisi dell’interno del 1900 con un’osservazione. Questo case presenta di fatto una struttura interna identica a quella dell’Antec P280, con l’aggiunta di un vano inferiore che ampia ancora di più il numero di periferiche installabili, fornendo l’alloggiamento per una PSU secondaria.

 


Abbiamo avuto modo di notare alcune caratteristiche del sistema di raffreddamento di questo case in sezioni precedenti dell’articolo. In questa le condenseremo in modo da fornire una visione d’insieme dal punto di vista del cooling.

La dotazione di serie dell’Antec Nineteen Hundred prevede ben 6 ventole basate su tecnologia Fluid Dynamic Bearing da 12 cm: tre frontali, due superiori ed una posteriore. La configurazione standard delle ventole prevede le tre frontali impostate in aspirazione mentre le due superiori e quella posteriore in estrazione. Si tratta del classico pattern che caratterizza i case Antec: l’aria viene convogliata all’interno del case a partire dalla zona frontale (in questo caso attraverso la presa d’aria perimetrale che caratterizza la facciata anteriore), per poi raffreddare la componentistica interna ed essere infine espulsa quando si è riscaldata ed ha raggiunto la zona superiore del cabinet.

Tutte le ventole sono controllabili singolarmente tramite appositi selettori di velocità. Nella parte posteriore del case notiamo infatti un controller che concentra tre selettori per le ventole superiori e quella posteriore, alimentandole grazie ad un singolo connettore molex da 4 pin. Le ventole frontali sono invece dotate di selettori stand-alone che rimangono accessibili solo una volta rimosso il pannello laterale sinistro del case. Sarebbe stato più opportuno condensare in un unico controller tutti i selettori di velocità anche se questo avrebbe richiesto un cablaggio supplementare.

Le ventole superiori sono dotate di filtri antipolvere rimovibili con poco sforzo: una volta rimosso il coperchio superiore del case è possibile accedere direttamente ai filtri. Un altro filtro, ancora più facilmente accessibile, è posto in fondo a case, a proteggere la presa d’aria inferiore per l’alimentatore supplementare. In questo caso non è necessario rimuovere alcun pannello, ma basterà estrarre il filtro direttamente dalla facciata posteriore del case.

 


L’Antec Ninteen Hundred è l’ultimo modello prodotto dall’azienda californiana per la famiglia di case dedicati ai videogiocatori e overclockers. Questo case offre infatti moltissimo spazio, addirittura permettendo l’installazione di due alimentatori formato ATX contemporaneamente ed è in grado di ospitare schede madri E-ATX e ATX-XL e ben 17 hard drive (da 3.5” e 2.5”). In particolare abbiamo notato che questo case si ispira, per quanto riguarda l’organizzazione degli spazi interni, al modello P280, con l’aggiunta di un vano inferiore dove prendono posto altri dischi ed il secondo alimentatore.

Il cooling della componentistica interna è assicurato dalle ben 6 ventole FDB da 120mm installate di serie, tutte controllabili tramite rudimentali selettori di velocità. È inoltre possibile installare un sistema di raffreddamento a liquido esterno grazie ai fori protetti con guarnizioni di gomma. Oltre al sistema esterno è possibile installare un sistema di raffreddamento interno di tipo ALL-IN-ONE con radiatore fino a 240mm, sostituendo le due ventole superiori del case.

A nostro parare questo case pecca un po’ in flessibilità: sebbene offra molto spazio all’utente, Antec non ha lasciato molto spazio alla modularità. Per esempio ci sarebbe piaciuto poter rimuovere parte della struttura che ospita le slitte per gli hard drive in modo da poter installare lì un sistema a liquido con pompa e radiatore frontale. Per il resto non possiamo che elogiare la qualità dei componenti e l’organizzazione degli spazi interni, che rendono il cabinet adatto ai più esigenti smanettoni per un prezzo inferiore ai 200 euro, confermando ancora una volta l’alto rapporto qualità/prezzo che fa brillare Antec tra la concorrenza. 

case montato 2

Inultie sottolineare che l'effetto del case popolato di componenti di fascia alta fa il suo effetto!