Antec HCP 1000 Platinum

intro

La famiglia High Current Pro di Antec comprende una serie di alimentatori studiati per i professionisti e gli ambiti di lavoro aziendali. L’alimentatore che recensiremo in questo articolo è la versione da 1000 W, capace di erogare una potenza di picco di addirittura 1130 W, l’unico della famiglia ad essere certificato 80+ Platinum.

 


 All’interno di una confezione tipica degli alimentatori di Antec, troviamo i seguenti componenti:

  • N. 1 Antec HCP 1000 Platinum
  • N. 1 Set di cavi modulari
  • N. 4 viti di montaggio a case
  • N. 2 Portacavi a fascetta stacca-attacca
  • N. 1 Manuale di istruzioni

 

 

Dotato di un design particolarmente sobrio, spezzato dalla sola presenza del colore rosso per i connettori frontali, questo alimentatore rispetta le dimensioni dello standard ATX: esso misura 8,6 x 15 x 19 cm per un peso netto di circa 2,2 Kg.

Notiamo immediatamente l’assenza di qualsiasi cavo fuoriuscente dall’alimentatore: questa PSU è 100% modulare ed è perciò possibile amministrare in modo autonomo in base alle proprie necessità quali cavi installare. Persino il cavo d’alimentazione da 24 pin è opzionale: sebbene ciò possa sembrare inutile (in quanto ogni mainboard ATX ne necessiterebbe), sarebbe comunque possibile installare cavi di lunghezza diversa a seconda delle necessità.

Per quanto riguarda il resto del layout, questo alimentatore non presenta particolari innovazioni: a differenza della classe TPQ, Antec ha deciso di far affidamento all’uso di una ventola montata sul lato superiore piuttosto che una posta sul retro dell’alimentatore. Tale scelta però ha caratterizzato anche i prodotti appartenenti alla fascia orientata ai videogiocatori, cioè la serie High Current Gamer (che abbiamo avuto già modo di analizzare in questo articolo).


Tra i punti forti dell’Antec HCP1000 Platinum vi sono le certificazioni che questo alimentatore è riuscito ad ottenere. Prima fra tutte vi è il riconoscimento 80plus platinum, rilasciato da 80plus.org, di cui pubblichiamo i report di seguito:

I grafici mostrano come l’Antec HCP 1000 W sia in grado non solo di erogare una potenza di ben 180 W superiore ai 1000W nominali, bensì si attesta un’efficienza sempre maggiore del 90% su vari carichi (20/50/100%), con il massimo raggiunto al 50% del carico, pari al 92,29%. In condizione di carico al 20%, si registra una efficienza del 90,49%, mentre al 100% di carico l’efficienza scende fino al 90,05%.

Altre due importanti certificazioni vengono assegnate all’Antec HCP 1000 Platinum dalle due principali case produttrici di schede grafiche di altissimo livello: AMD e nVidia. La prima orna questo alimentatore con la certificazione “AMD CrossFire Ready”, mentre la seconda con lo stendardo “nVidia SLI ready”.

Oltre al classico ATX, l’Antec HCP 1000 Platinum rispetta il nuovissimo standard “ErP Lot 6: 2013”, il quale richiede che il dispositivo in stand-by, senza alcun carico, consumi meno di mezzo Watt. Questo alimentatore, se accoppiato ad una scheda madre con supporto ErP, dovrebbe garantire un consumo in stand-by (OFF/sleep/hibernate) inferiore appunto a 0,5 W.

Tra le caratteristiche tecniche di questo alimentatore assumono importanza quelle riguardanti la protezione del sistema, attuata mediante opportuni sistemi di controllo delle tensioni, correnti e potenza erogata. Tali sistemi di controllo sono di livello industriale: Over Current Protection (OCP), Over Voltage Protection (OVP), Under Voltage Protection (UVP), Short Circuit Protection (SCP), Over Power Protection (OPP), Over Temperature Protection (OTP), Surge e Inrush Protecion (SIP) e Brown-Out Protection (BOP). Sebbene molte di queste siano conosciutissime, occorre soffermarsi sulla presenza delle ultime: la SIP consente di monitorare il picco iniziale di corrente necessario ad alcuni dispositivi per potersi avviare, i quali necessitano di maggiore corrente in fase di warm-up; la BOP permette di proteggere il sistema nel caso opposto, ovvero in caso di caduta di tensione sulla rete.

Per quanto riguarda la garanzia, Antec fornisce questo alimentatore con ben 7 anni di piena garanzia: ciò costituisce un forte messaggio che l’azienda vuole mandare ai propri clienti. Un alimentatore di questo calibro deve durare almeno 7 anni e se così non dovesse essere, Antec lo sostituisce. Come vedremo, questo impegno preso dall’azienda nel certificare la qualità dei propri alimentatori è uno dei principali incentivi ad acquistarlo.


La serie HCP di Antec presenta alimentatori solo parzialmente modulari: le versioni 750, 850 e 1200 W non permettono la rimozione di tutti i cavi di alimentazione, presentandosi con alcuni di essi già in uscita dalle PSU. Per Antec il progetto HCP 1000 Platinum costituisce il primo prodotto così personalizzabile, tanto da poter eliminare – volendo – anche il cavo da 24 pin per la scheda madre.

Sebbene siano ovvii i vantaggi di avere un alimentatore completamente modulare (risparmio di spazio e meno grovigli di cavi nel case), spesso di perde di vista quali possano essere invece i problemi dovuti ad un approccio di questo genere. Il più importante è quello che riguarda l’introduzione di una resistenza di contatto tra i connettori maschi e femmine dei cavi modulari: ciò può far decadere – seppur in maniera non troppo sensibile – le prestazioni di una PSU.

La tabella seguente riporta con precisione il numero di connettori messi a disposizione da questo alimentatore.

Tipo connettore

Disponibilità

24 pin per scheda madre

1

8 pin per processore

2 ( di cui uno composto da 4+4)

8 pin PCI-Express

6, tutti composti da 6+2 pin

Molex 4 pin

6

SATA

9

Floppy Disk

1

Tra i punti di forza di questo alimentatore vi è la presenza di doppio connettore per CPU a 8 pin: uno è compatibile con ambo gli standard ATX12V e EPS12V, mentre il secondo è compatibile con il solo standard EPS12V. Alcune schede madri di ultima generazione richiedono infatti la connessione di ambo questi due connettori di alimentazione.

Un secondo punto di forza di questo alimentatore sta nella predisposizione al possibile futuro passaggio a connettori da 20+8 pin per la scheda madre: l’attuale cavo permette infatti di connettersi al classico 24 pin delle schede madri attuali ma sarà possibile anche usare questo alimentatori su connettori 20+8 pin se in futuro tale standard dovesse prendere il sopravvento sull’attuale 24 pin (20+4).

La disponibilità dei connettori SATA è buona: è possibile installare fino a 9 dispositivi Serial-ATA, mentre per i Molex 4 pin tale numero scende a 6. Tuttavia, considerando che nei moderni sistemi i dispositivi Molex sono ormai superati, si ritiene tale numero più che sufficiente per l’installazione di questa PSU in sistemi recenti. E’ presente anche un connettore di alimentazione per il lettore floppy disk.

Infine sono presenti ben 6 connettori PCI-Express da 8 pin (6+2), per poter permettere l’installazione fino a 3 schede video di fascia alta in configurazioni multi-GPU.

Occorre sottolineare che sul sito web ufficiale di Antec è riportato un alimentatore HCP-1000 Platinum leggermente diverso, caratterizzato da un connettore ulteriore, chiamato OC link. Questo connettore permette il funzionamento in “teaming” (cooperazione) di due alimentatori HCP 1000 Platinum, nel caso in cui si dovesse alimentare un sistema molto esoso di energia. Nella versione in nostro possesso tale connettore non esiste.


Come di consueto, Antec ha commissionato la celeberrima Delta Elettronics per la creazione del PCB e l’assemblaggio dell’elettronica che supporta questo alimentatore.

La linea in ingresso è subito sottoposta all’azione filtrante di due condensatori ad Y ed uno ad i quali costituiscono l’anticamera del filtro EMI, che troviamo sul PCB principale. Esso è composto da ulteriori quattro condensatori ad Y, un condensatore ad X, due induttori (bobbine) ed un varistore.

Al filtraggio iniziale, volto a limitare i disturbi provenienti dalla rete elettrica, segue una prima fase di raddrizzamento dell’onda sinusoidale in tensione, ottenendo così una tensione sempre positiva seppur ancora a componente sinusoidale. A tale scopo Antec ha previsto l’uso di ben due ponti raddrizzatori LL25XB60, in grado di erogare (combinatamente) fino a 50 A.

La corrente deve poi fluire attraverso il controllo PFC di tipo attivo, affidato all’integrato CM6502S. Tra la zona di switching e quella del controllo PCF, troviamo due capienti condensatori principali, fabbricati da Nippon Chemi-con: entrambi vantano una capienza di 470mF, certificati 450V e 105°C.

La fase di switching è invece affidata ad un sistema full-bridge, basata sull’uso di un convertitore LLC, definita da Antec come modello PhaseWaveTM. A detta di Jörg Theissen, Product Manager PSU di Antec che abbiamo avuto modo di contattare, optando per questa soluzione Antec è riuscita ad abbattere “la barriera” del suono che separa le PSU certificate 80+Gold da quelle 80+ Platinum.

Conclusasi la fase di switching, un trasformatore principale si occupa di portare la tensione da 12V, la quale viene successivamente rettificata e filtrata da una schiera di condensatori di altissima qualità.

Le linee da 3.3 e 5 V sono invece ottenute mediante una conversione DC-DC.

La refrigerazione dell'elettronica è infine affidata ad una ventola prodotta da Delta, il cui part number è AFB1312M. Si tratta di una fan double ball bearing da 13,5 cm funzionante alla tensione di 12V tramite un connettore a tre cavi.


Come nostra consuetudine abbiamo assemblato una macchina da test in grado di assorbire, in full load, circa il 50-60% del massimo carico nominale sopportabile dall’alimentatore. Sono due principalmente i motivi che ci hanno condotto a questa scelta:

  1. Non sono troppo comuni configurazioni hardware che assorbono più di 600W in FULL LOAD: per arrivare a consumare 800W sarebbero state necessarie almeno 4 VGA di fascia alta, di cui non disponevamo.
  2. Il carico ottimale per una PSU 80+ Platinum, generalmente, equivale al 50% della sua capacità nominale. Ciò fa supporre che gli appassionati più oculati baseranno la scelta del wattaggio PSU preferibilmente su questo parametro.

In alcuni casi potrebbe aver senso testare il carico fino a 1000W con dispositivi di dissipazione ad-hoc o costruiti autonomamente. Tuttavia questi dispositivi di dissipazione tendono a falsare effettivamente i test in quanto, se realizzati nel più semplice dei modi, si comporrebbero di resistori di potenza in parallelo. Il carico che un alimentatore deve sopportare in caso di resistori è lineare (per la legge di Ohm), mentre i componenti hardware non seguono praticamente mai questa legge ma caricano la PSU in modo non lineare.

Di seguito elenchiamo i componenti della macchina da test:

Alimentatore

Antec   HCP 1000 Platinum

Processore

Intel i7 3820 @ 4.30 GHz

Scheda madre

EVGA X79 Classified

Configurazione video

2 x   Sapphire HD6970 2Gb CrossFire

Ram

4x4 Gb Kingston   HyperX 2133 MHz CL11

Storage

4 x WD Caviar Black 750Gb Raid 5 su LSI 3Ware   9750-4i4e

Dissipatore CPU

Noctua NH-C14, due ventole Noctua 140 mm

Ventole supplementari

3 x ventole Nanozia 120 mm

L’obiettivo dei nostri test è quello di testare la stabilità delle tensioni in uscita sulle varie linee della PSU al variare del carico complessivo sui l’alimentatore è sottoposto, annotando e confrontando i risultati per ogni linea. Per realizzare tale obiettivo, abbiamo fatto uso dei più comuni software di stress-test, quali Prime95, Ati-Tool e OCCT.

Le misurazioni sono state effettuate mediante pinza amperometrica, multimetro e wattmetro.


Come anticipato precedentemente, i test sono stati effettuati sfruttando alcuni programmi di stress test, al fine di sforzare componenti distinti della macchina da test, con carichi di lavoro variabili. In particolare, abbiamo raccolto informazioni sulle tensioni in uscita dalle varie linee della PSU combinando i vari benchmarks, ottenendo i seguenti carichi:

Benchmark(s)

Carico   complessivo (W)

IDLE

210

OCCT   CPU

300

OCCT   GPU

360

Prime   95 + AtiTool

400

OCCT   PSU Test

600

Di seguito riportiamo i grafici che sintetizzano i risultati raggiunti:

Al carico minimo che l’alimentatore deve sopportare per alimentare la macchina da test (210 W) notiamo che le tensioni rimangono ben stabili a 12,33 V per le linee 1,2 e 3. La linea 4, la più scarica, fa registrare una tensione di circa 12,29 V.

Avviando il primo benchmark, OCCT CPU, per lo stress del solo processore, notiamo come il carico salga a 300 W: il grafico mostra anche in questo caso piccolissimi scostamenti di tensione tra le linee, con il massimo intervallo di 50 mV tra la linea 4 (la più scarica) e la linea 2 (la più carica). Si tratta di un valore davvero irrisorio se si considera che la differenza di carico, per questo test tra le due linee è circa 300 W.

Il terzo contesto di testing riguarda lo stress del solo reparto grafico, ovvero portando al massimo i consumi delle due GPU HD6970 montate nel sistema. La potenza erogata dall’alimentatore per soddisfare le richieste energetiche delle due schede video è di 360 W. Dal grafico notiamo ancora una volta che le tensioni in uscita dalla PSU su tutte le linee sono discostanti di pochissimo, in questo caso con un delta di soli 20 mV.

Gli ultimi due test hanno mirato al test di CPU e Schede video in contemporanea: nel primo abbiamo usato Prime95 ed AtiTool, mentre nel secondo abbiamo letteralmente portato al limite la richiesta energetica del sistema con OCCT PSU Benchmark. Utilizzando Prime95 e AtiTool abbiamo raggiunto un consumo di circa 400 W, mentre nel secondo caso abbiamo raggiunto i 600W. In entrambi i casi notiamo situazioni analoghe alle precedenti, fatta eccezione per la quarta linea: essa tende ad avere una tensione impercettibilmente più bassa (12,31 V) se non caricata (in effetti Ati-Tool non sfrutta appieno il crossfire, il che significa avere una scheda video più scarica dell’altra). OCCT invece mette in crisi l’intero sistema, sfruttando tutta la sua potenza di calcolo: ciò comporta l’uso più o meno bilanciato di tutte le linee della PSU, che mostrano un comportamento analogo alla situazione di IDLE: registriamo un delta di 10 mV in questo caso; un risultato davvero notevole, segno di un buon bilanciamento del carico della PSU e di un’ottima risposta da parte dell’alimentatore stesso.

I grafici sottostanti riepilogano, per ogni linea, il comportamento ottenuto al variare del carico complessivo della PSU.

In tutti i casi notiamo un comportamento analogo: fino a 300W si nota una leggera caduta di tensione, segno che l’alimentatore lavora in modo piuttosto lineare (astraendo il fatto che non sia ideale, si può considerare come in serie ad una “resistenza interna”, che fa cadere la tensione in modo lineare al carico). Oltre i 300 W di carico, si innescano i meccanismi di correzione della tensione in uscita, che la “pompano” per compensare la caduta dovuta al carico.


Sebbene possa stupire, questo è il primo alimentatore sviluppato da Antec completamente modulare e certificato 80+ Platinum. Prodotto seguendo la rigida politica di qualità costruttiva e prezzo contenuto che da sempre caratterizza i prodotti della californiana, l’Antec High Current Pro 1000 è una PSU destinata ai professionisti ed agli appassionati. Essa è dotata dei più avanzati meccanismi di protezione contro anomalie della corrente elettrica nonché degli apparati di carico; dispone di garanzia di 5 anni ed ha dimostrato nei nostri test di essere incredibilmente stabile. Proprio per quanto riguarda i test sui valori delle tensioni in uscita sulle varie linee, stupisce come l’alimentatore non subisca cadute di tensione neppure al 60% della sua capacità nominale, anzi, corregga attivamente quelle che sarebbero normali cadute dovute alla resistenza interna della PSU. L’apice prestazionale della PSU si è registrato nel test a 600W, in pieno FULL LOAD della macchina da test: i valori di tensione in uscita sulle quattro linee ha fatto registrare un delta complessivo di soli 10 mv.

 

Il prezzo di vendita di questo alimentatore si aggira intorno ai 260 €. Considerate le sue eccellenti caratteristiche e le incredibili prestazioni, si tratta di un prezzo più che giustificato, che garantisce a questa PSU il miglior rapporto prezzo/prestazioni della sua categoria. Difficilmente alimentatori della concorrenza possono raggiungere una pari qualità a prezzi simili.

Conferiamo dunque all’Antec HCP 1000 Platinum il riconoscimento BestBuy di Hardwareforyou, e ci complimentiamo con Antec per l’eccellente lavoro svolto.